Percorsi individuali di mediazione penale

La responsabilizzazione del reo e la possibilità per la vittima di riappropriarsi
dell’evento, ritrovare un ruolo attivo e restituire significato all’accaduto possono
passare attraverso un percorso comune che permetta una migliore comprensione
reciproca dei fatti e dei loro correlati emozionali ed esistenziali.
Più in particolare, rispetto alle vittime l’obiettivo è fornire loro:
● l’opportunità di uscire dall’isolamento, affrancandosi dal senso di abbandono
e solitudine che spesso consegue alla vittimizzazione, attraverso la
condivisione del carico emotivo in una condizione di ascolto in un contesto
protetto;
● la possibilità di elaborare ed esporre le proprie istanze, che solo di rado,
contrariamente all’opinione corrente, riguardano propositi di vendetta,
afferendo invece ad un’esigenza di ricostruzione di senso e di riparazione e
superamento del danno sofferto.
D’altra parte, attraverso tale percorso si fornisce anche al reo una doppia
opportunità:

● da un lato, quella di esprimere i propri sentimenti, di mostrare alla vittima di
essere una persona e non un’astratta entità minacciosa, e di porre rimedio alla
propria azione delittuosa;
● dall’altro, di entrare in relazione con la vittima, in quanto persona in carne ed
ossa, non più come estranea o addirittura come figura astrattamente
considerata e vissuta, e di riconoscersi responsabile verso un “Altro-da-sé”. In
tal modo, per il reo la norma giuridica infranta, da generale e astratta, giunge
ad assumere valore concreto di protezione di un bene preciso e individuabile
(quello della vittima), con significative conseguenze anche all’interno del
percorso di reinserimento sociale.