Riattivazione delle reti familiari – Enrichment familiare

L’obiettivo generale è quello di offrire ad ogni beneficiario uno spazio e ed un tempo privilegiato e strutturato di riflessione rispetto a come l’”evento reato” ha creato dei cambiamenti all’interno del suo contesto familiare e come dare continuità generativa a tali legami familiari.

Il percorso intende sviluppare i seguenti temi:

  • riflessione sulla percezione di “cos’é per me famiglia?” (elementi costitutivi della mia famiglia prima e dopo l’evento reato) Tema: Identità familiare
  • favorire il riconoscimento ed una maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno della famiglia (ruolo di figlio/a, coniuge, padre/madre) Tema: Ruoli familiari
  • favorire una riflessione sulla percezione di “cosa rappresenta per me l’evento reato?” e quali cambiamenti ha prodotto all’interno del nucleo familiare. Tema: Fragilità
  • favorire il riconoscimento dei propri bisogni attraverso una modalità comunicativa che permetta di esprimere in modo costruttivo sentimenti ed emozioni. Tema: Bisogni e Comunicazione
  • rafforzare le risorse e le competenze personali quali fattori protettivi fondamentali per la costruzione di relazioni familiari che “curano”.Tema Risorse

Durante il percorso i beneficiari avranno la possibilità di riflettere sui propri legami familiari, su come questi si sono modificati in relazione alla pena compiuta e quali conseguenze relazionali ha portato. A partire dal recupero e dalla valorizzazione delle proprie risorse ogni beneficiario, con il confronto ed il supporto del gruppo, sarà stimolato a ricercare strategie per costruire un nuovo equilibrio familiare e riattivare reti parentali.

Gli incontri saranno dinamici grazie all’utilizzo di vari strumenti (es. brainstoring, video, strumenti grafico-simbolici, giochi di ruolo,…) e avranno come modalità di lavoro quella di partire sempre dall’esperienza concreta dei beneficiari all’interno di un contesto protetto, non giudicante e stimolante. Il conduttore accompagnerà questo processo senza fornire “ricette pre-confezionate”.


Attività di gruppo con autori di reato e loro famiglie. Incontri settimanali della durata di 3 ore ciascuno. 5 ulteriori ore complessive a percorso verranno dedicate per la redazione di un report generale sull’andamento del gruppo, un report individuale dettagliato per ogni utente UIEPE partecipante.

4 cicli/ moduli l’anno di 20 ore ciascuno2 cicli/ moduli con 4-8 beneficiari fautori di reato (per un totale di 8-16 beneficiari in un anno)2 cicli /moduli con i 4-8 familiari di fautori di reato (per un totale di 8-16 familiari in un anno)

I percorsi possono essere attivati in modo parallelo ma i gruppi rimangono separati. Ogni modulo sarà dunque composto da 4 a 8 beneficiari.


L’Enrichment Familiare è una tecnica elaborata e sperimentata dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si inserisce nell’ambito degli interventi per la famiglia e fa riferimento a un approccio teorico sull’identità della famiglia e sui suoi cambiamenti.

La proposta sottolinea la natura profondamente sociale dei legami familiari e l’importanza di potenziare tali legami per promuovere le relazioni anche a livello comunitario e sociale. Si tratta di forme di intervento finalizzate in generale al rafforzamento delle competenze della famiglia, al miglioramento del suo funzionamento e alla prevenzione di eventuali sviluppi problematici.

Nello specifico i beneficiari fautori di reato, nel cui ciclo di vita familiare sono intervenuti degli eventi critici che possono aver creato delle rotture relazionali, i percorsi di enrichment aiutano non solo a generare un potenziamento delle risorse personali ma anche a “incrementare il familiare”. Con ciò intendiamo riferirci a un tratto distintivo di questa proposta, che non si limita a lavorare sulle competenze, sul “saper fare” (abilità comunicative e di gestione dei conflitti,…), ma intende promuovere una riflessione ed un’acquisizione di maggiore consapevolezza nei confronti degli aspetti identitari e qualificanti le relazioni familiari, cioè il “saper essere” (gli aspetti affettivi ed etici dei legami familiari, i compiti e il recupero della genitorialità, la cura responsabile, la storia familiare, i legami intergenerazionali e sociali).

Questi percorsi, inoltre, vogliono aiutare i beneficiari ad uscire dal loro “isolamento” e dalla tendenza all’autoreferenzialità (tendenza alla chiusura, a fare riferimento solo a se stessi, alle proprie risorse, capacità, punti di vista senza aprirsi al confronto e alla possibilità di avere bisogno e quindi di necessitare dell’aiuto di qualcuno)e autosufficienza, per aprirsi all’incontro con l’altro e promuovere “reti” sia tra i partecipanti stessi, sia con il contesto sociale e la comunità di appartenenza.

Questa dimensione sociale ci pare resa ben presente dalla dimensione del gruppo, elementodistintivo di questa proposta in quanto facilita l’espressione, la riflessione su di sé, il confronto, la condivisione di esperienze, la ricerca di nuove soluzioni e strade alternative da percorrere ed esplorare.

 


Ambiti:

Mediazione Famigliare Reati legati alla violenza di genere


Territorio:

Torino


Modalità di erogazione:

Gruppo


erogata da:

Coop Esserci
La cooperativa ESSERCI nasce nel 1986 da persone qualificate che scelgono i valori e le logiche della Cooperazione Sociale, della centralità […]