Percorsi di mediazione penale

I percorsi di mediazione penale sono rivolti contemporaneamente alla persona che ha commesso un reato e alla persona che lo ha subito. La responsabilizzazione del “reo” e la possibilità per la “vittima” di riappropriarsi dell’evento, ritrovare un ruolo attivo e restituire significato a quanto accaduto passano attraverso un percorso in parte parallelo e in parte comune che permetta una migliore comprensione reciproca dei fatti e dei vissuti ad essi collegati.

Il percorso parte da un primo coinvolgimento della persona responsabile della condotta illegale, attraverso alcuni colloqui di rielaborazione che mirano a sostenerla nel farsi carico, su un piano umano, dei danni inflitti con la propria condotta. Successivamente, viene valutata la possibilità o meno di procedere ad un contatto con la parte lesa, in collaborazione con i servizi invianti. In caso di valutazione positiva, viene contattata la parte lesa che, in piena libertà, dichiarerà la propria eventuale disponibilità ad aderire ad un percorso. In caso affermativo, il mediatore incontra la parte lesa per permetterle di elaborare ed esporre le proprie istanze, che spesso rimandano alla esigenza di ricostruire un senso a quanto successo e di  superare il danno sofferto. Inoltre, tali colloqui permettono la condivisione del carico emotivo in una condizione di ascolto, favorendo l’uscita dalla solitudine che spesso consegue alla vittimizzazione.

Successivamente viene preparato e realizzato un eventuale incontro di mediazione, che sosterrà la dimensione della relazione umana e  supporterà la vittima nelle sue eventuali difficoltà. Tale incontro (o più incontri), permetterà alla persona che ha commesso un reato di esprimere i propri sentimenti e di porre rimedio alla propria azione delittuosa, entrando in relazione con la vittima, in quanto persona in carne ed ossa, e riconoscendosi responsabile verso di lei.